Oggi vi voglio parlare di quella che è stata la mia prima modella in assoluto, e che mi ha fatto scoprire il mio amore per i cani, oggi vi parlerò di Lucky.


Potete vederla in questa foto che le scattai quando aveva poco più di un anno, nel 1994.
Mi ricordo come se fosse ieri il suo arrivo in casa. Ai tempi, io e la mia famiglia eravamo in affitto in una villetta di proprietà dell'azienda per la quale lavorava mio padre poco fuori Torino.
Mia madre era contraria alla decisione di prendere un animale in famiglia ma io e i miei fratelli non vedevamo l'ora di conoscerla, le avevamo preparato le ciotole e la cuccia e la aspettavamo in giardino. Quando mio padre arrivò e scese dall'auto con quella piccola cagnolina fu un'emozione bellissima, che solo chi ha avuto un cane da ragazzino conosce. Lucky entrò timidamente nel giardino e noi subito incontro per toccarla, ma lei era disorientata e timida e se andò nella cuccia.
Con il tempo (breve) conquistò anche il cuore di mia madre che passò dal "il cane in casa non entra" a "le mettiamo una brandina dentro" fino a "quell'angolo del divano è il suo".





Stavo studiando fotografia e la passione per quest'arte mi aveva folgorato, quindi mi sono trovato a scattare diversi rullini a Lucky (qui vedete le scansioni recuperate) come ad esempio la prima volta che ha visto la neve o quando ha avuto i suoi splendidi 10 cuccioli.






Ricordo ancora il parto, sono stato vicino a lei fino a notte fonda e sono andato a letto alle 3 di notte che aveva 8 cucciolini, mentre quando mi sono alzato, alle 8 i cuccioli erano diventati 10!
E'stata una compagna leale e fedele, che mi ha accompagnato per 10 anni.
Purtroppo l'ultimo periodo aveva crisi epilettiche (dovute ad un colpo in testa ricevuto da dei ladri che ci avevano fatto "visita") e spesso ci si alzava di notte durante le sue crisi per praticarle l'iniezione che la calmava.


Le sue condizioni andarono peggiorando, la vedevamo sofferente, ha iniziato a non avere quasi più fame e a far fatica a rimanere sulle zampe senza tremare, le crisi poi, molto frequenti non ci aiutavano di certo.

Poi arrivò il giorno, la accompagnai io, mi sentivo senza cuore, ma sapevo di fare la cosa giusta. Arrivammo dalla mia veterinaria, e Lucky, che di solito iniziava ad andare fuori di testa per non andarci, quel giorno scese dalla macchina senza fare storie e prese con me la direzione della clinica.
Siamo rimasti a guardarci negli occhi fino alla fine, e, mentre piangevo, Lucky mi leccava la mano, fino a quando la sua lingua non si è fermata.

Grazie di tutto Lucky, non ti dimenticherò mai.

Ti ringrazio per aver letto il mio articolo.

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